Mardi 22 novembre 2005 2 22 /11 /Nov /2005 11:43

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 Venerdì 2 dicembre 2005 ore 11:00

Una poesia per dire no alla guerra: lo scrittore Ennio Montesi lancia l’iniziativa in tutta Italia:  scuole, associazioni, uffici, fabbriche, negozi, Parlamento, Quirinale tutti coinvolti

 ROMA – La giornata “Poesia per la Pace” è prevista alle ore 11:00 in punto di venerdì 2 dicembre 2005. E’ l’iniziativa a favore della pace lanciata e proposta in tutta Italia da Ennio Montesi, scrittore di romanzi e di racconti, autore di Federico Fellini. L’Italia potrà fermarsi una manciata di minuti, giusto il tempo di declamare una poesia di qualche verso oppure una massima, un pensiero che faccia riflettere sul fatto che la guerra porta sempre dolore, desolazione e morte. “Il cuore dell’uomo è un cuore martoriato e lacerato e ha bisogno di un pizzico di saggezza” commenta Montesi. Via allora coi versi di poeti del passato e di poeti del presente. E’ l’occasione ideale per tirare fuori dal cassetto le nostre poesie, le poesie dei bambini delle scuole, dei ragazzi delle università, ma anche dell’uomo sconosciuto incontrato al bar, della donna dietro allo sportello di un ufficio. Magari anche alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica i parlamentari si confronteranno in versi profondi. Chissà il Presidente Carlo Azeglio Ciampi quale passo immortale inserirà in un discorso. Insomma, per un paio di minuti l’Italia si trasformerà in un fantastico e immenso teatro, un teatro surreale dove liriche, versi, sonetti e rime saranno i protagonisti dal nord al sud d’Italia isole comprese. Milioni di persone declameranno una poesia in qualsiasi posto ci si trovi. “Libertà, pace e democrazia non nascono mai dietro la canna di un fucile o sul mirino di una bomba intelligente, ciò va ricordato” sottolinea Montesi. “Le guerre dovrebbero cessare nell’attimo in cui un bambino sta recitando con passione la propria poesia per la pace, ovvero una poesia per la vita, per i genitori e per tutti noi”.

Informazioni: poesiaperlapace@yahoo.it tel. 3393188116.

 

Par admin - Publié dans : 1. Festa dell'Europa
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Commentaires

in questo momento mi viene in meente questa poesia....
http://www.maestramette.it/miscellanea/war.htm
e l'esperienza con una quinta elementare qui
http://www.maestramette.it/scuola/pisa/2003_2004/monumenti2.htm

in seguito forse troverò altre!
Commentaire n°1 posté par mette le 26/11/2005 à 06h37
Ecco la mia - presenterò questa il 2 dicmbre alle mie classi.
Irene da Alghero

we could learn a lot from crayons:
some are sharp, some are pretty,
some are dull, some have weird names, and all are different colours....
but they all have learned
to live in the same box

abbiamo molto da imparare dai pastelli:
alcuni hanno la punta,
alcuni sono belli,
alcuni sono smorti,
alcuni hanno nomi curiosi,
e sono tutti colori differenti....
ma tutti loro hanno imparato
a convivere nello stesso astuccio
Commentaire n°2 posté par Irene le 26/11/2005 à 09h42
L’alba
Fino a quando
tuonerà il cannone,
fino a quando
una mano chiederà un boccone,
fino a quando
ci sarà qualcuno
che nel nome di un’entità,
d’un principio
d’una presunta verità,
userà la tua mente,
il tuo corpo,
la tua intimità,
fino a quando
ci sarà chi dividerà gli uomini
in bianchi e neri,
Cristiani e Islamici,
Ebrei e Palestinesi,
maschi e femmine,
questi e quelli,
noi e voi,
fino a quando
il filo spinato
cingerà i fianchi della Terra…
saremo sempre all’alba della civiltà
che, forse, un dì verrà.
Pino Bullara
(2005)
Commentaire n°3 posté par Bullara Giuseppe le 26/11/2005 à 10h39









































Il Lupo …
Due animali vanno a bere a un ruscello:
in alto sta il lupo, in basso l’agnello.
«Mi sporchi l’acqua». Disse l’arrogante.
«Ma come posso, se sono sottostante?»
«Tu hai parlato male di mia madre,
se non eri tu…allora, era tuo padre.»
E senza sentir più altra ragione,
fece dell’agnello un sol boccone.
Da Fedro ad oggi, di tempo n’è passato,
ma poco o niente sembra essere cambiato:
Gli agnelli si sono,ormai,quasi estinti,
mentre i lupi, d’agnelli, si sondipinti.

Un grosso lupo,con la pelled’agnellone,
d’un lupacchiotto voleva conto eragione.
«Tu hai le armi di distruzione dimassa.»
Gridava forte, a mo’ di grancassa.
«Sei un pericolo per tutta la terra,
per questo, io ti dovrò fare la guerra.»
E insieme ai falchi vestiti da colombe,
sul giovane lupo sgancia le sue bombe.
In men che dire: quatto e quattr’otto,
cattura, così, il cattivo lupacchiotto.
E per ristabilire l’ordine nella regione
quindi, organizza di pace una missione.

Di armi di massa, però non c’è traccia.
“Ma era un cattivo”Così,salva la faccia.
Gli avvoltoi si uniscono alla missione,
visto ch’è dipace,hannol’autorizzazione.
Nella zona, tutto, allora,si scompiglia:
attentati, sequestri…un vero parapiglia.
Learmi intelligenti: tutto hanno sbagliato,
il fuoco amico, ti fa un veroattentato.
Come finisce la storia,non si sa ancora:
morte, fame, disastri…abbiamo finora,
e mentre qualcuno continua a plaudire,
la guerra ai più fa solamente inorridire


Commentaire n°4 posté par Bullara Giuseppe le 26/11/2005 à 10h48
Inganno

Presidenti e regnanti dalle mille
ricchezze,
uomini di potere, ridateci le nostre
certezze.
Cos’è questa beffa, cos’è
quest’inganno?!
Chiamate le cose col nome che hanno.

Buttate la maschera dell’ipocrisia,
se fate la guerra: che guerra sia.
Se di pace è la vostra missione,
perché portate con voi il cannone?!

La pace è vita, dialogo, fratellanza;
la guerra è morte, odio, arroganza.
Se le armi son diventate intelligenti,
perché uccidono allora bimbi innocenti?!

“Chi trova un amico, trova un tesoro”,
ma il fuoco amico ti fa un bel foro,
ti trafigge il cuore,ti trafigge
la testa,
e il fuoco amico ti fa questa festa.

Chiamate il pane: pane e il vino: vino,
lasciate stare il sacro e il divino.
Se fate la guerra per il proprio Io,
che c’entra la guerra nel nome di Dio?!

Se vuoi la pace: porta l’amore,
l’arma ti porta odio e rancore.
Se vuoi la pace, porgi la mano,
apri il cuore e non parlare invano.
Bullara Giuseppe
(2005)
Commentaire n°5 posté par Bullara Giuseppe le 26/11/2005 à 10h52

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